Verifiche indebolite senza benefici sui costi
Intervento di Claudio Siciliotti su Il Sole 24 Ore. "L'ipotesi sindaco unico costituiisce un esempio lampante dell'inadeguatezza dei processi di formazione delle leggi"

L'ipotizzata trasformazione del collegio sindacale in organo monocratico per tutte le srl e le spa non quotate con capitale sociale fino a 10 milioni di euro costituisce un lampante esempio di quella inadeguatezza "diffusa" che, dal livello politico, si starebbe estendendo anche ai processi tecnici di formazione delle leggi, cui ha autorevolmente fatto cenno di recente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
La pluralità del numero di componenti del collegio sindacale merita di essere preservata anche nelle PMI per numerose ragioni.
In primo luogo, la maggiore qualità garantita da un organo collegiale, per la maggiore riflessione che implica nella formazione delle determinazioni finali.

In secondo luogo, per l'evidente necessita' di sommare le competenze possedute in ambiti specifici differenti da più professionisti, posto che l'ampiezza dei controlli e delle conseguenti responsabilità di cui e' gravato il collegio sindacale sono tali da rendere potenzialmente necessaria una elevata competenza tecnica sull'intero scibile delle materie giuridiche, economiche e contabili.

In terzo luogo, perché la natura monocratica dell'organo esclude in partenza la possibilità per i soci di minoranza, in tutti quei casi in cui ve ne sono nella compagine sociale, di nominare all'interno del collegio "a tre" o "a cinque" uno o due suoi professionisti di fiducia.
Qual e' l'obiettivo di questa ipotetica innovazione?
Ridurre i costi di governance per le imprese, senza ridurre il livello dei controlli?

E' evidente che questo obiettivo e' irrealizzabile: se ad un singolo sindaco viene chiesto di svolgere il medesimo lavoro che in precedenza era svolto da un organo collegiale, il singolo sindaco si strutturerà con propri collaboratori e presenterà il medesimo conto per un'attività di controllo che, implicitamente, si riconosce finalmente nella sua imprescindibilita', per la tutela del pubblico interesse, anche da parte di chi in passato aveva invece pensato si potesse fare a meno del collegio sindacale e delle funzioni di presidio della legalità da questi svolte.

Insomma, siamo di fronte a una ipotesi che otterrebbe come unico risultato quello di indebolire un sistema di controlli che funziona e che sempre più viene guardato con interesse anche all'estero, senza consentire reali risparmi in termini di costo della governance, quanto meno per le imprese che affidano il ruolo di sindaco a professionisti seri e coscienziosi che attendono in concreto ai loro doveri e che, in proporzione ai medesimi, chiedono il giusto compenso.
Per questo auspichiamo che si tratti di una ipotesi infondata, così come lo furono questa estate quelle che prospettavano l'abolizione dell'esame di Stato per alcune professioni, tra cui la nostra.

Di certo, in questi mesi, cresce sempre più lo smarrimento di una società civile che vede ad ogni manovra crescere il numero di bozze, illazioni ed ipotesi dell'ultima ora e, parallelamente, diminuire il numero di interlocutori e referenti politici capaci di coinvolgere e spiegare il perché di determinate scelte.

Sempre che la ricerca di un perché costituisca ancora una premessa ineludibile nel processo di formulazione di un emendamento o di una bozza di decreto.

di Claudio Siciliotti
(il Sole 24 Ore, 5 novembre 2011)

L'articolo APRI ALLEGATO
Il comunicato stampa APRI ALLEGATO
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