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Spending review: Siciliotti, bene disegno di legge su agenzia delle uscite
Il ddl depositato dai senatori Maurizio Fistarol, Nicola Rossi, Maria Leddi e Enrico Musso. Il presidnete del Cndcec: "La revisione della spesa non sarà efficace fino a quando chi deve attuarla non avrà poteri adeguati"

Grande soddisfazione per la formalizzazione in disegno di legge di una proposta che, nata già alcuni mesi fa in seno alla categoria dei commercialisti, era stata rilanciata in modo ufficiale lo scorso 30 maggio, in occasione della Assemblea nazionale dei delegati dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. La esprime Claudio Siciliotti, presidente commercialisti italiani, alla notizia dell’avvenuto deposito al Senato del disegno di legge a firma dei senatori Maurizio Fistarol, Nicola Rossi, Maria Leddi e Enrico Musso, .per l’istituzione di una Agenzia delle uscite. Il disegno di legge presentato oggi al Senato va, secondo Siciliotti, nella giusta direzione. “Se è indubbio  - afferma- che di disegni di legge sono pieni i cassetti, è vero anche che ormai questi cassetti, e non solo loro, stanno per tracimare e sommergeranno chi non capisse ancora che è arrivato il momento di prendere decisioni concrete”.

L’obiettivo è quello di creare, nel vincolo della invarianza dei costi per lo Stato, un organismo con poteri investigativi, accertativi e sanzionatori sulle dinamiche della spesa comparabili a quelli di cui dispone l’Agenzia delle entrate sul fronte della lotta all’evasione fiscale “nella consapevolezza – spiega Siciliotti - che la lotta alle dissipazioni di risorse pubbliche costituisce nulla più che l’altra faccia della medaglia di un problema che è il medesimo e che nessuna spending review potrà mai essere efficace fino a quando a chi deve curarne il buon esito non verranno attribuiti poteri adeguati”

Se un titolare di partita IVA non effettua in via telematica, alle prescritte scadenze, le comunicazioni dei dati che gli vengono richiesti dall’Agenzia delle Entrate per una più efficace lotta all’evasione – osserva Siciliotti - è soggetto a rilevanti sanzioni pecuniarie. Cosa succede – chiede il presidente dei commercialisti - al dirigente di un’Amministrazione o di un Ufficio che fornisce dati incompleti o reticenti sugli incarichi dei dirigenti, sul parco autovetture a disposizione o su altre voci che gli vengono richieste ai fini di un puntuale censimento finalizzato ad una più efficace lotta agli sprechi e alle doppie o triple remunerazioni?”

“Sappiamo - prosegue Siciliotti - che .se un contribuente è destinatario di un avviso di accertamento, con il quale l’Agenzia delle Entrate contesta un determinato importo di tributi evasi, può fare ricorso alla magistratura tributaria, ma l’accertamento rimane comunque esecutivo per il 30% anche in pendenza di giudizio. Perché – chiede ancora Siciliotti -  se Enrico Bondi e la sua task force individuassero nello svolgimento del loro lavoro delle situazioni in cui ritenessero di poter contestare un danno erariale, non dovrebbero poter emettere apposito avviso nei confronti dei soggetti responsabili, lasciando a questi ultimi la possibilità di ricorrere presso la magistratura contabile, ferma restando l’esecutività del 30% degli importi contestati?”

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