L'Intervento
 
Il nostro Comitato per le pari opportunità
L’impegno del Consiglio Nazionale per dare voce alla componente femminile della nostra professione. Iniziative, progetti e obiettivi di un Comitato “rosa”
Giulia Caminiti
 
Il Comitato Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nasce con l’esigenza di dar voce alla componente femminile della professione. È stato istituito con la finalità specifica di promuovere la rimozione dei comportamenti discriminatori per sesso e di ogni altro ostacolo che limiti, di fatto, l’uguaglianza delle donne nella libera professione. Questo indica sia l’esistenza di un movimento impegnato nella diffusione della cultura delle pari opportunità, sia la sensibilità che il Consiglio Nazionale ha nei confronti di un tema che “non fa notizia”. Nel quadro normativo italiano non vi è una tutela articolata e codificata delle pari opportunità nelle libere professioni. La tutela delle pari opportunità a livello normativo va ricercata in un insieme non sistematico di norme che non sono state dettate dal legislatore con il preciso scopo di tutelare le pari opportunità nelle libere professioni, ma hanno origini totalmente differenti e completamente scollegate tra loro. Fatte salve alcune eccezioni, vi è un totale vuoto normativo. D’altra parte il silenzio del legislatore in materia si leva in modo ancora più evidente là dove si esamina il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198), nel quale nulla si dice riguardo al diritto alle pari opportunità nelle libere professioni. Il panorama così sinteticamente tracciato porta spontaneamente ad una considerazione: se gli Ordini professionali sono stati pensati anche come strumenti di garanzia per l’esercizio delle libere professioni, allora dovrebbe essere evidente che la tutela delle pari opportunità viene esercitata direttamente al loro interno. Il Comitato del CNDCEC è composto da un gruppo di nove donne capeggiate dalla nostra Consigliera nazionale Giulia Pusterla, unica donna in un Consiglio formato da venti uomini. Ci proponiamo come obiettivo la realizzazione d’interventi volti a perseguire una reale parità all’interno della nostra categoria:
- diffondere la cultura delle pari opportunità informando le colleghe e i colleghi sul lavoro svolto dal Comitato Pari Opportunità nazionale;
- creare una rete sinergica tra i Comitati Pari Opportunità costituiti a livello locale;
- collegare l’attività con analoghi organismi delle Pubblica Amministrazione e degli altri Ordini professionali;
- compiere uno studio di quelle pochissime norme esistenti in tema di pari opportunità per le libere professioniste, con lo scopo di ottenere un miglioramento della normativa mediante proposte di riforma che rendano la regolamentazione più vicina alle reali esigenze delle colleghe e dei colleghi;
- provare a modificare il codice deontologico in modo da tutelare le necessità delle libere professioniste che quotidianamente devono conciliare famiglia e lavoro;
- verificare l’esistenza di ipotesi interpretative della normativa vigente che possano essere utili al perseguimento dei nostri scopi;
- promuovere incontri di formazione sulla parità di genere;
- individuare forme di sostegno ed iniziative volte a promuovere la crescita professionale delle commercialiste e la formazione di una cultura di rappresentanza femminile negli organi istituzionali e associativi anche tramite l’attuazione di riforme delle leggi e regolamenti che disciplinano l’ordinamento professionale;
- promuovere l’attenzione ed agevolare, anche attraverso proposte legislative, la nomina di professioniste di sesso femminile nei Consigli di amministrazione, nella governance e negli organi di controllo delle società commerciali e degli Enti.
Inoltre, il Comitato vuole intervenire mediante un’opera di sensibilizzazione sistematica sulle pubbliche amministrazioni al fine di ottenere dalle stesse la collaborazione necessaria:
- a livello legislativo (nazionale e regionale) per la riforma e l’emanazione di leggi finalizzate al perseguimento degli scopi del Comitato;
- a livello di collaborazione rendendosi parte attiva nella proposizione di progetti su larga scala volti a perseguire il raggiungimento di una politica per le pari opportunità di più ampio respiro che coinvolga le libere professioni, i lavoratori dipendenti, gli imprenditori e più in generale la qualità della vita dei singoli cittadini.
Cosa auspichiamo? Che non si debba più parlare di parità di genere, anche nella nostra professione. Ma soprattutto che nel prossimo Consiglio Nazionale e negli Ordini territoriali la presenza delle donne sia, non dico maggiore, ma almeno paritaria. Noi, da parte nostra, c’è la metteremo tutta!
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N. 10 - Ottobre 2009
 
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