L'Intervento
 
Uguaglianza di genere, fulcro dello sviluppo
La sfida è individuare le modalità per promuovere e sostenere in tutti i campi la parità tra uomini e donne nel rispetto della differenza di genere
Maria Luisa Cantaroni
 
L’argomento “pari opportunità” necessita sempre di una doverosa premessa al fine di sgombrare il campo da facili e fastidiosi pregiudizi. Il genere umano dai tempi della creazione si è sempre mosso verso obiettivi di miglioramento della vita ottenuti grazie all’abilità di coloro che hanno saputo distinguersi nei vari campi scientifici, tecnologici, artistici; sotto questo profilo, l’ampliamento del “terreno di coltura” da cui può emergere il soggetto che nel concreto fa compiere all’umanità un passo in avanti non può che essere positivo. Sotto un profilo strettamente etico occorre considerare che lo sviluppo umano è un processo volto ad ampliare le possibilità di scelta di tutte le persone, non solamente di una parte di esse. Precludere ad alcuni i benefici porta alla creazione di un processo iniquo e discriminatorio. Parlando in termini di genere, l’atteggiamento discriminatorio e con esso l’iniquità oggi risulta essere ben presente, molto di più di quanto possa sembrare, e talvolta insuperabile. Nonostante il progresso, infatti, una delle accuse rivolte alla società moderna è proprio quella di continuare a escludere le donne da opportunità economiche, politiche e sociali. I fatti dimostrano che in tutte le società esistono disparità e divari correlati al genere smantellando quella teoria per la quale troppo a lungo si è ritenuto che lo sviluppo fosse un processo non discriminatorio, che avrebbe apportato benefici a tutte le classi sociali, e che i suoi effetti fossero gli stessi per uomini e donne. È necessario per il progresso di ogni società favorire l'uguaglianza dei diritti. Uguaglianza, tra con esso l’iniquità oggi risulta essere ben presente, molto di più di quanto possa sembrare, e talvolta insuperabile. Nonostante il progresso, infatti, una delle accuse rivolte alla società moderna è proprio quella di continuare a escludere le donne da opportunità economiche, politiche e sociali. I fatti dimostrano che in tutte le società esistono disparità e divari correlati al genere smantellando quella teoria per la quale troppo a lungo si è ritenuto che lo sviluppo fosse un processo non discriminatorio, che avrebbe apportato benefiolare, per quanto ci riguarda, nella professione contabile. Per le professioniste si è in presenza di una costante crescita della componente femminile in termini di iscritte agli Albi professionali ma sarebbe opportuno che tale incremento si riflettesse negli organismi in cui si articola la rappresentanza della categoria, sia a livello locale che a livello nazionale. Seguendo tale orientamento il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha, coinvolgendo una serie di colleghe autorevoli, dato vita alla Commissione per le Pari Opportunità prevista in uno dei punti del programma originario dell’esecutivo dell’ente (2008-2012). La Commissione nasce con la volontà del Consiglio Nazionale di avere un supporto, in termini di elaborazione strategica ed attuazione operativa, su tutte le azioni positive per la rimozione degli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità tra uomo e donna nella libera professione. Il gruppo di lavoro si è dato dei punti cardine sui quali lavorare, ovvero:
- istituzione del Comitato Pari Opportunità (CPO) e definizione del regolamento (realizzato);
- realizzazione degli incontri di formazione promossi dal CPO;
- provvedere alla “mappatura” delle iscritte su tutto il territorio nazionale (in sinergia con il CPO);
- individuazione e raccolta di dati per esaminare la presenza, divisa per genere, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nei diversi incarichi istituzionali;
- raccolta di informazioni presso le Casse di previdenza della professione per un’analisi dei dati in termini di genere;
- analisi delle esperienze all’estero sulla situazione “Pari Opportunità”, riferite al mondo delle libere professioni;
- creazione di rapporti di collaborazione con gli organismi di parità nazionali (in sinergia con il CPO);
- effettuare studi ed indagini in materia di genere e materie oggetto dell'attività della categoria professionale.
Siamo fermamente convinte che l'uguaglianza, anche a livello professionale, non sia semplicemente un obiettivo tecnocratico ma che rappresenti un impegno politico su vasta scala. L’obiettivo non consiste nel garantire semplicemente parità di aclta di informazioni presso le Casse di pdi opportunità alle donne e alle ragazze nella stessa forma con cui gli stessi sono riservati agli uomini e ai ragazzi. Si tratta di una tappa cruciale per l'abbattimento della barriere che, in modo naturale, si creaione di rapporti di collaborazuncia alla realizzazione di una carriera professionale o comunque ne limita lo sviluppo per far fronte ai “doveri di donna!”. L’uguaglianza di genere è un aspetto indispensabile per lo sviluppo umano di cui quello professionale occupa una porzione considerevole. Lo sviluppo umano deve tenere conto, per definizione, del genere. Se lo sviluppo coinvolge ambiti fondamentali dello scenario economico e sociale (in definitiva anche i diritti umani) la limitazione e, in taluni casi l’esclusione, delle donne da un gran numero di opportunità di crescita professionale finisce per costituire un fenomeno che snatura completamente il processo di sviluppo. A ben vedere, però, uomini e donne, soprattutto a livello economico, contribuiscono e beneficiano dei processi di sviluppo in maniera diversa: si rende necessario allora individuare una modalità per promuovere la parità pur rispettando la differenza di genere, in una logica di esplicitazione degli aspetti favorevoli che quest’ultima può dare. A nostro avviso le donne professioniste dovranno essere integrate nel quadro dello sviluppo professionale, tenendo costantemente presente la dualità in cui una donna, madre e lavoratrice, si trova a vivere, con tutte le difficoltà derivanti dalla gestione e dalla conciliazione della sfera privata e di quella lavorativa, alla luce poi, dell'assenza di azioni di sostegno. Di fronte ai vuoti sociali, culturali e costituzionali, già in via generale ma in particolare nel settore delle libere professioni, la solidarietà, l'informazione e la partecipazione sono fondamentali. La Commissione Pari Opportunità si propone di dedicare il massimo impegno per il raggiungimenti di obiettivi concreti quali il raggiungimento, nella nostra Categoria, di un equilibrio che consenta la collocazione delle professioniste nei posti di vertice della piramide. Perché lo sviluppo non è legato solo all'economia, ma anche alla cultura, alla formazione, all'istruzione, alle conoscenze di tutti senza distinzione di genere!!!
Condividi su:      

N. 10 - Ottobre 2009
 
Editoriale
La vera uguaglianza tra uomini e donne appare una meta che richiede...
 
 
People
La legge anti stalking è una battaglia vinta. Quella in corso...
 
 
“Non dobbiamo accontentarci. Occorre essere propositive ed assertive...
 
 
Per l’ex ministro pari opportunità del Governo Prodi “occorre...
 
 
Per l’Amministratore delegato di Wolter Kluwer Italia, occorre...
 
 
L'Intervento
La sfida è individuare le modalità per promuovere e sostenere...
 
 
L’impegno del Consiglio Nazionale per dare voce alla componente...
 
Pagine < 1 > di 1
Articoli per pagina
© Copyright 2010  CNDCEC  - Piazza della Repubblica n. 59 - 00185 Roma - CF e P.Iva 09758941000 Tutti i diritti riservati Note legali  - Privacy
info@commercialisti.it  | consiglio.nazionale@pec.commercialisti.it  | credits